VITA

NASCE SICURAMENTE AMICI

«Maestro, quale storia potremmo raccontare?»
«Quella di due amici che si incontrano in ogni epoca della storia dell’umanità per portare l’amicizia nel mondo…»

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«Carlo quanta gente triste intorno a noi, quante facce grigie, perché non li rallegriamo un po’?» 

Eravamo al Bar Roma di Morciano, agli inizi della realizzazione del progetto del Lago di Monte Colombo, quando Leo Amici mi disse: «Carlo quanta gente triste intorno a noi, quante facce grigie, perché non li rallegriamo un po’? Perché non facciamo nascere in loro la gioia di vivere con qualche canzone, qualche danza?» 

Rimasi stupito e gli risposi: «Che bella idea!» e immaginai che avrei potuto sfruttare le mie esperienze in teatro per coinvolgere gli altri ragazzi e realizzarla. 

Pensavo di avere tempo davanti a me, calcolavo però con parametri terreni, lui lo faceva con ben altre misure. Così una settimana dopo mi chiese se avevo preparato qualcosa. Perché la gente avrebbe dovuto aspettare? 

Chiesi aiuto a Titti che dirigeva una scuola di danza, a Stefanone che aveva imparato a suonare la chitarra sul Monello, a Marcellino, un ragazzo che avevo trovato a rubare i pomodori nell’orto del Lago e che pensava di saper ballare il tip-tap e imitare Mike Buongiorno e tutto fu pronto per la sera stessa. 

Andammo in un locale di Rimini ad esibirci, Leo Amici mi disse: «Carlo mo’ vedemo se schifamo o piacemo»: seguirono tante altre serate. 

Pochi mesi dopo andammo a vedere Forza venite gente al Palasport di Rimini dove ballavano anche alcuni dei giovani che avevano iniziato a farlo con me e Leo Amici nella pizzeria. 

Insieme a Giancarlo, uno degli autori di quel famoso musical, si iniziò il progetto di Sicuramente Amici.

Carlo

L’arte nasce
nel più profondo amore dell’anima
manifestandosi con movimenti
docili e armoniosi,
dando aspetti di prosa semplice
attorniati di colori
vivaci e divini…

Leo Amici

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«Il copione è bello: ora tocca realizzarlo!»

Con Leo nasce Sicuramente Amici. 

Gli autori, Carlo e Giancarlo, ogni giorno fanno domande: lui risponde sui grandi personaggi della storia, racconta, rivela particolari...

A Carlo e Giancarlo non resta che trascrivere in poesia, prosa o metrica e leggere, per capire anche dai suoi occhi se il nuovo testo è gradevole. 

Ogni sera intorno al caminetto è una festa per tutti, cantiamo e suoniamo nuovi brani: ogni giorno nasce un pezzetto di Sicuramente Amici. 

«Il copione è bello, ora tocca realizzarlo!» dice Leo. 

Ore di prove occupano tutto il tempo necessario; caldo o freddo, giorno o notte non fermano l’entusiasmo: il fine è tanto sentito. 

Il piccolo teatro tenda del Lago lavora anche con la neve. 

Lui entra, osserva e corregge. La sua è anche una scuola di vita.

Il debutto è a Firenze, ma lui non c’è. Al rientro al Lago lui muore. 

 

Vivere con lui era stato dolce e la felicità di quest’ultima esperienza aveva lasciato a tutti la forza per continuare ad essere: “Sicuramente Amici”.

Centinaia di repliche in Italia ed all’estero
Commedia musicale di Carlo Tedeschi e Giancarlo De Matteis
Musiche: Giancarlo De Matteis - Coreografie: Titti Imola - Costumi: Carlo Tedeschi

Il musical racconta, in 20 quadri di danza, prosa, mimo e musica, la storia dell’amicizia dalle Piramidi ai giorni nostri.

Gli artisti indossano, in uno spettacolare carosello di epoche, oltre 300 costumi, dando vita alle più affascinanti storie dell’Umanità. 

Lo spettacolo infatti, narra le vicende di due amici che rivivono, di volta in volta, la loro amicizia nei panni dei grandi personaggi della storia: Omero e Ulisse, Mago Merlino e Re Artù, Leonardo e Salaì, Colombo e il suo mozzo. 

Filo conduttore è la “Vecchia Umanità”, personaggio allegorico che racconta alla “Piccola Umanità” di domani il valore dell’amicizia rivelando cosa sia la “Polvere Nera”, raffigurazione del male che fa ammalare di tristezza, angoscia e odio chiunque la respiri. 

Dopo l’intreccio delle vite dei grandi personaggi, l’Umanità, consapevole dei propri errori, concluderà la storia ritrovando la saggezza e lascerà che sia la “Piccola Umanità” a proseguire il suo compito.

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