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PREFAZIONE
Ho
vissuto la mia infanzia e la mia gioventù accanto a Leo Amici,
in quanto la mia famiglia da sempre è stata vicina alla sua opera.
Per questo motivo ho sempre subito, come umiliazioni, alcune definizioni
dellopinione pubblica, che sapevo essere false, prima su Leo Amici
e, in seguito, sullassociazione da lui promossa. Tali definizioni,
certamente nate dalla mancanza di conoscenza, come macchia dolio
si allargavano nella realtà locale e restavano impresse nellopinione
della gente. Nemmeno lonestà e la correttezza dimostrate
negli anni, le opere umanitarie compiute, sono servite a cancellare quella
tendenza, un po' frettolosa, a definire la figura di Leo Amici e ciò
che si è continuato a realizzare, dopo la sua morte, al Lago di
Monte Colombo.
Oggi non mi sento più umiliata. Il tempo e la comprensione degli
eventi, che il tempo stesso consente, mi hanno fatto capire molte cose.
Gli uomini hanno, per loro natura, la tendenza a raggrupparsi e ad identificarsi
in quel gruppo. Lo fanno nella politica, nello sport, nella cultura, nella
moda, nellarte, ecc.
Ogni gruppo ha le sue regole, i suoi ideali, atteggiamenti e modi di vestire
comuni...
Leo Amici, che sapeva attrarre lattenzione di moltissima gente,
non voleva formare un gruppo così concepito. Lo dimostra il fatto
che non si fermava mai a lungo nello stesso punto, cambiando spesso dimora,
e che soleva ripetere: "Non ci sono regole, il primo verbo che rispetto
è la libertà". Egli si muoveva per raggiungere chi
lo volesse conoscere, senza distinzione di razza, cultura, ceto sociale,
credo religioso o politico. Infatti, oltre ad aver viaggiato in lungo
e in largo per lItalia, raggiunse anche molti paesi dEuropa
e dellAfrica, arrivando fino alla lontana Australia.
Quando, negli ultimi quattro anni di vita, si fermò al Lago di
Monte Colombo fu solo per realizzare un "fatto" da lasciare
allumanità. In quella fase, la gente che si stringeva intorno
a lui per aiutarlo ebbe la tendenza a raggrupparsi.
Luomo, altresì, ha la tendenza a definire e a classificare
gli altri e ciò che accade intorno a lui. Quindi, inevitabilmente,
quella circostanza fu definita e classificata dallopinione pubblica
in vari modi. In quel periodo molti si avvicinarono a Leo Amici, e a quello
che definivano il suo gruppo, cercando appoggi ai loro intenti: ufologi,
vegetariani, politici di varie tendenze, "arancioni" e, addirittura,
detrattori della Chiesa, i quali cercavano in Leo Amici e nella sua forza
un alleato; rimasero delusi in quanto scoprirono che quel personaggio,
proprio per la sua particolarità, non poteva soddisfare le loro
aspettative.
Molti di questi apprezzarono la sua umanità ed il suo essere al
di sopra di ogni ideologia, altri arrivarono a sparlare di lui e del suo
gruppo, altri ancora ad inventarsi una sua presunta comunione di idee
o di interessi, equivocando lamore ricevuto. Leo Amici non è
classificabile in alcuna corrente di pensiero o ideologia e non propugnava
alcuna religione alternativa. Però si distingueva per il suo essere
amorevole e benevolo verso chiunque, anche se intransigente verso il falso,
e per il gran umero di persone che continuamente lo raggiungevano, anche
solo per passare poche ore con lui, ovunque egli fosse e, a suo tempo,
al Lago di Monte Colombo.
Per tali motivi gli fu affibbiato lappellativo di "santone",
termine che racchiude più significati senza definirne alcuno e
correntemente usato in senso denigratorio, e il suo gruppo fu tacciato
di essere una "setta".
Nel tempo queste definizioni sono decadute, ma ancora oggi volendolo definire
non si saprebbe quale termine usare.
Certamente solo Dio può classificare e definire ogni azione compiuta
dalluomo e giudicarne il bene e il male.
Eppure, sono sicura che debba esistere qualche personaggio - magari del
mondo della Chiesa, della Cultura o dellArte - che sia in grado
di valutare, definire o, comunque, classificare la personalità
e lagire di Leo Amici in maniera vera ed obiettiva.
Cosa è rimasto dopo la sua morte, non avendo egli lasciato né
regole, né indottrinamenti nei quali si potesse identificare un
gruppo? Sono rimaste le testimonianze sparse nel mondo e ciò che
ha lasciato nel cuore della grande schiera di umanità che lo ha
incontrato e che da lui ha tanto ricevuto. Per questo motivo tante persone,
sentendo il dovere di ricambiarlo e non potendolo fare perché egli
nulla voleva in cambio, hanno già operato in sé stessi una
trasformazione verso il bene, ciascuno nella propria misura e volontà.
Questi, nel loro contesto sociale e nei gruppi a cui appartengono - per
ragioni di cultura, religione, ideologia, razza, professione, ecc. - liberi
da imposizioni ideologiche riconducibili alla figura di Leo Amici, rendono
ancora oggi su di lui una testimonianza serena ed obiettiva. Egli soleva
ripetere: "Devi solo amare il tuo prossimo" ed altre
volte "Devi scartare i punti negativi e valorizzare i punti positivi".
Ancora oggi, se taluni volessero identificarsi idealmente nel gruppo di
persone che hanno conosciuto Leo Amici e condiviso le sue idee, questi
non si potrebbero considerare il suo gruppo in quanto il respiro della
sua opera è indirizzato comunque a più vasti orizzonti.
Sarebbe così anche se si trattasse di persone che si fossero assunte
la responsabilità di operare continuativamente nel bene, di conservare
in sé la grazia di Dio ed essere per primi esempio di comportamento
cristiano, anzi, a maggior ragione, questi non dovrebbero identificarsi
in quel gruppo, ma portare tali valori nel proprio gruppo sociale (famiglia,
religione, politica, lavoro, sport, spettacolo, moda o altro). Lassociazione
Dare è nata da Leo Amici come strumento a disposizione di coloro
che volevano aiutarlo a realizzare quel "fatto" da lasciare
allumanità, per cui si fermò al Lago di Monte Colombo
che oggi si è concretizzato nelle strutture e nelle attività
ivi realizzate. Dunque, per i motivi che finora ho cercato di trasmettervi,
anche lAssociazione Dare non si può considerare gruppo nellaccezione
sopra descritta, in quanto il legame che unisce i suoi componenti è
solo la realizzazione di "fatti" concreti a favore dellumanità.
Nel fare ciò si trovano accomunati in questa associazione membri
di ognuno di quei gruppi sociali cui si appartiene per ragioni di cultura,
religione, ideologia, razza, professione...
Mi rendo conto che questo concetto è difficile da trasmettere e
da assimilare, ma trovo sia indispensabile comprendere, volendo approfondire
la figura di Leo Amici, che la sua personalità seguiva impulsi
di universalità e di apertura totale a tutti gli uomini e quindi
che il suo operato non può subire il condizionamento di logiche
di gruppo così tradizionalmente concepito.
Daniela
Natale
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